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Dazi. Pieri: “Come affrontarli? Con una risposta univoca dell’Europa e un patto sociale nazionale per sostenere aziende e lavoratori”

(Bologna, 5 aprile 2025) “La risposta che s’intende dare alle misure messe in campo dal presidente americano deve essere univoca e condivisa sia a livello europeo sia a livello nazionale, proprio per questo, nel nostro Paese, sarebbe il momento giusto per favorire quel patto sociale tra imprese, sindacati e istituzioni che la Cisl invoca da tempo“.

E’ quanto affermato da Filippo Pieri questa mattina a “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale che va in onda ogni sabato  su Radio Flyweb, dove ha parlato dei dazi imposti da Donald Trump all’Europa, provvedimenti  che hanno subito e ripetutamente mandato in tilt i listini mondiali, bruciando  solo in questa parte dell’Oceano oltre 422 miliardi di euro già il primo giorno, e che vedono l’Emilia Romagna tra le regioni più coinvolte su alimentare, automotive, meccanica, farmaceutica.

“Prematuro azzardare delle ipotesi, vediamo quali saranno le mosse e gli strumenti che l’Europa metterà in campo per gestire questa delicata prima fase. Di certo  dovranno essere dati dei segnali significativi per contrastare una scelta che consideriamo scellerata, ma le risposte dovranno avere necessariamente un respiro europeo. In caso contrario, qualora ogni singolo Stato membro decidesse di muoversi autonomamente, si rischierebbe di fare il gioco di Trump, quello di dividere l’Europa”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl ER.

“Nello stesso tempo – ha continuato – l’Italia faccia il suo pezzo di strada in questa direzione, cercando di sostenere il nostro sistema economico e produttivo, e questo sia per quel che riguarda il supporto alle aziende sia per l’aiuto che si può garantire ai lavoratori attraverso politiche attive e passive. L’imperativo deve essere quello di non lasciare indietro nessuno. Un strategia che si può perseguire attraverso quel patto sociale tra imprese, sindacati e istituzioni che la Cisl chiede da tempo”.

Di certo – ha proseguito Pieri – i dazi imposti da Trump s’inseriscono in contesto internazionale già complicato da tensioni e conflitti, e non portano vantaggi a nessuno: né ai paesi che esportano né tantomeno agli stessi Stati Uniti e alla sua economia, dove a pagare saranno certamente le persone più in difficoltà. Tuttavia, restano una realtà con cui bisognerà misurarsi, visto che avranno delle ripercussioni anche sul nostro tessuto produttivo, e ciò in ragione del fatto che, dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna resta la seconda regione per esportazione negli USA e che quello americano rimane tuttora  il primo mercato per le imprese dei nostri territori“.

Difatti le stime per la sola Emilia Romagna parlano di un mercato intorno ai 10 miliardi, di cui 1-1,3  a repentaglio dopo l’introduzione dei dazi, e di circa 8-10 mila posti di lavoro a rischio. “Ad ogni modo, seppur nelle difficoltà del momento, occorre anche avere la piena consapevolezza che la nostra regione ha una struttura produttiva ed economica robusta, certamente in grado di assorbire l’impatto che si avrà sul livello occupazionale”.

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Ufficio Stampa